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Il Mulino, che si trova, assieme a Benino e al castello di Erode su uno stesso livello, quello più alto, ha una doppia valenza, è un riferimento al tempo e alla morte. La farina e poi il Mugnaio sono anch’essi riferimenti alla morte e così anche il bianco, il candore della neve nel presepe richiamano la morte e il mondo dei defunti. Le pale del mulino rappresentano innanzitutto la Croce e poi il tempo, che nel Presepe appare sospeso. “Si è fermato il tempo” o meglio si è entrati in un’altra dimensione del tempo nel momento della Natività divina, nel momento in cui l’eternità interseca il tempo e il Pastore lasciando le 99 pecorelle, i 99 mondi, sul Monte, “ piega i cieli e discende “ a recuperare la pecorella smarrita: l’Uomo.
Inoltre, anche per il mulino si roscontra un riferimento mariano sia nel culto locale alla «Madonna del setaccio» (una raffigurazione di Maria vestita di bianco con un setaccio tra le mani) sia in quello alla «Madonna del mulino» che si venera a Lugo.