Storia del presepe Napoletano

Il presepe napoletano, detto “o’ Presebbio”, è una vera e propria tradizione, tramandata di generazione in generazione. Oltre ad essere un simbolo religioso, è un inno all’artigianalità del capoluogo campano. Per questo motivo è amato anche dalle famiglie poco osservanti o addirittura laiche. Il presepe napoletano è infatti il luogo dove sacro e profano, spiritualità e vita quotidiana si incontrano e si fondono.

Il termine “presepe” deriva dal latino praesepe o praesepium, che significa mangiatoia. Il primo riferimento documentario di un presepe napoletano risale al 1025, e raffigura la classica scena cristiana della Natività, con il bambino nella mangiatoia, appunto, la Madonna, San Giuseppe, l’asinello e il bue. Solo nel ‘600 il presepe napoletano comincia ad ampliarsi, introducendo anche scene di vita quotidiana. Ed ecco quindi apparire le statuette delle popolane, i pastori, i venditori di frutta e verdura. Questa novità piace agli artigiani locali, i quali subito si sbizzarriscono, dando vita a figure di vario tipo, fino a raggiungere l’apice: il presepe napoletano vive il suo periodo d’oro nel ‘700. Questo divenne quindi il modello, sul quale si andarono poi, negli anni successivi, ad inserire ulteriori novità.

Fonte: http://www.snapitaly.it/il-presepe-napoletano/