Ciccibacco

 

Un pagano tra i cristiani, Ciccibacco è un pastore, la cui origine è molto antica e risale al culto del vino e alle antiche divinità pagane, come Bacco (dio del vino).

Dall’aspetto grosso e dalle guance rosse, nel presepe si presenta spesso davanti alla cantina con un fiasco in mano, oppure è rappresentato seduto che trasporta una carretta piena di botti di vino, preceduto e seguito da un corteo di uomini vestiti con pelli di capra, i quali con zampogne e pifferi scandiscono gli orgiastici ritmi dionisiaci o talvolta viene rappresentato semplicemente seduto su queste botti, intento a bere, da qui il modo di dire napoletano “ par Ciccibacc ngopp a bott”, espressione usata per indicare una persona brilla che è accasciata su di un piano.
La scelta della collocazione delle due grotte non è casuale ma sta proprio ad indicare la vicinanza tra il sacro e profano e la sottile linea che li separa, l’eterna lotta tra il bene ed il male.
Questa tendenza a mescolare queste due forme contrapposte nasce a partire della fine del 1600 per rappresentare la venuta di Gesù proprio nella quotidianità fatta di umili e reietti, si scelse infatti di riprodurre pastori dall’aspetto ingobbito, impoverito, pastori ubriachi insomma tutti coloro che facevano parte del tessuto sociale dell’epoca e per questo motivo che ciccibacco trova la sua postazione all’interno della narrazione presepiale.
Un’ultima curiosità in merito c’è da dire per quanto riguarda la collocazione della nascita di Gesù che avviene proprio nelle vicinanze dell’osteria simbolo di perdizione. La sua venuta infatti acquisisce ancora un valore più grande, il suo arrivo secondo la legenda, aiuterà ad illuminare le coscienze dei reietti e di coloro che vivono nel peccato, non a caso uno dei simboli che Gesù istituirà per l’eucarestia sarà proprio il vino che diventerà strumento di purificazione insieme al pane. 

Fonte: https://grandenapoli.it/storia-e-simboli-dei-pastori-del-presepe-napoletano-ciccibacco/