I Due Compari

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Nei pressi della taverna sono collocati i “Due Compari” ovvero zi’ Vicienzo e zi’ Pascale” personificazione del Carnevale (Vincenzo) e della Morte (Pasquale), il cui cranio è tradizionalmente collocato nell’antico Cimitero delle Fontanelle, spesso invocato come buon vaticinante ed ispiratore di buoni numeri da giocare al lotto.
Rappresentati nell’atto di giocare a carte sono simbolo dell’ imprevedibilità dei tempi e della sorte,come le carte che vengono pescate dal mazzo.

Il Cercatore

Il Cercatore

Il Cercatore con la lampada, è il simbolo del cuore e dell’intelletto purificati attraverso gli spaventi della notte.

 

I Venditori

I venditori, sono almeno dodici, e rappresentano i mesi dell’anno, questi i primi quattro:

Macellaio

  • Gennaio, macellaio o salumiere;

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  • Febbraio, venditore di ricotta e formaggio;

 Venditore di polli

  • Marzo, pollivendolo e venditore di uccelli;

Venditore di uova

  • Aprile. venditore di uova

 

Sposi

  • Maggio, rappresentato da una coppia di sposi recanti un cesto di ciliegie e di frutta;

 Panettiere

  • Giugno, panettiere;

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  • Luglio, venditore di pomodori;

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  • Agosto, venditore di cocomeri.

 

Venditori di fichi

  • Settembre, venditore di fichi o seminatore;

Vinaio 

  • Ottobre, vinaio o cacciatore;

Venditore di castagne 

  • Novembre, venditore di castagne;

Pescatore 

  • Dicembre, pescivendolo o pescatore.

Georgiana

Georgiana

La Giorgiana una donna in vesti esotiche, battezzata ironicamente dai napoletani la “Re Magia”, dal volto lucente ed i lineamenti eleganti, a volte dalla pelle chiara, a volte scura, non sarebbe altro che Diana, personificazione della Luna e del principio universale femminile.
Segue i re Magi a piedi oppure su una portantina sorretta dai servitori.
Un elemento caratteristico del costume della georgiana è il "canciaro", di solito in ottone, pendente da una catenella, sul tipo di quei preziosi pugnali con lama turca presente negli inventari dell'armeria di Ferdinando IV.

Stefania

 Stefania

La donna col bambino è diffusissima sul presepe e viene posta nei pressi della grotta. La tradizione popolare narra che una giovane vergine chiamata Stefania, saputo della nascita del Redentore, si incamminò verso la grotta per adorarlo ma gli angeli la bloccarono in quanto non era permesso alle donne non sposate di far visita alla Madonna. Il giorno dopo Stefania prese una pietra, l'avvolse nelle fasce come se si trattasse di un bambino e, ingannando gli angeli, riuscì a raggiungere la grotta. Alla presenza della Madonna, miracolosamente, la pietra starnutì e si trasformò in un bambino che ebbe nome Stefano e così, da allora, il 26 dicembre, si celebra la festa di Santo Stefano.